La lettera seguente è stata inviata in data 29 settembre al Sindaco di Andria avv.Vincenzo Zaccaro e al direttore generale della ASL BAT1 Rocco Michelangelo per sollecitare l'amministrazione e la ASL a risolvere il problema sulla collocazione dell'obitorio cittadino: poco rispettosa per il decoro dei defunti "ospiti" e al quanto problematica per gli abitanti di Via Cappuccini.
A tutt'oggi siamo ancora in attesa di riscontri. "Quando oltre venti anni fa acquistai casa in via Cappuccini, era bello affacciarsi sul balcone ed ammirare in lontananza il mare tranese che risaltava sullo sfondo di un panorama che comprendeva il verde della villa comunale. Poco importava che di fronte vi era l’Ospedale civile, che anzi, con il reparto di maternità, prospiciente alla strada, dava la possibilità, soprattutto nelle notti estive, di conoscere grazie ai primi vagiti, l’arrivo di una nuova vita.
Dopo qualche tempo, ad interrompere questa magia, è stato eretto un “albero di molti piani” all’interno dell’allora cortile ospedaliero e contestualmente quello che era il reparto maternità fu sostituito dal reparto ortopedia. Niente più mare, niente più bambini, niente più verde pubblico, ma pietra grigia e persone ingessate. Successivamente il reparto ortopedia fu sostituito dal reparto rianimazione e per ultimo, da oltre un anno, questa incredibile escalation ha visto il..….. “nascere” dell’obitorio, con accesso dalla strada.
A mia conoscenza, non esistono, forse sull’intero territorio nazionale, obitori con porta di accesso direttamente sulla pubblica via, ma passi per questo aspetto, mi piacerebbe conoscere il parere dell’ideatore di questa novità nazionale in merito alla spettacolarizzazione del dolore che tale organizzazione logistica consente. Infatti, quotidianamente, sulla pubblica via parenti, amici e conoscenti dei vari defunti possono liberamente esternare il loro pianto, in alcuni casi anche di notte, con la sala chiusa, sostando sulla strada o sul marciapiedi opposto a quello dell’obitorio dando così modo ai passanti di partecipare al dolore e condividere, magari con morbosa curiosità, il delicato momento. Nelle confortevoli due sale (di 3m x 2m) all’uopo adibite si è registrato talvolta, la presenza anche di quattro defunti contemporaneamente – gli abitanti della zona sono costantemente aggiornati sul numero dei decessi - con visitatori uguali a quelli che giornalmente visitano i Musei Vaticani di Roma.
Per completare questo scenario, contestualmente alla costituzione dell’obitorio si è provveduto, sempre da oltre un anno (agosto 2008), ad erigere ai lati dello stesso, due non meglio identificati container, che hanno il compito di impedire accuratamente che i “visitatori” dell’obitorio possano avere contezza circa l’arrivo di auto che passano, magari a velocità sostenuta, senza aver il minimo di visuale circa l’attraversamento (obbligatorio) della strada da parte dei visitatori. Naturalmente non si è mai provveduto nemmeno a disegnare delle strisce pedonali, che perlomeno, avrebbero consigliato una maggiore prudenza da parte degli automobilisti (anche se sappiamo che, nel capoluogo della sesta provincia (sic!) nessuno rispetta le strisce e nessuno le fa rispettare!). Si consideri che molti dei visitatori sono anche persone anziane con problemi motorii. Il vantaggio, comunque, di questa operazione sta nel fatto che un eventuale investimento, non comporterebbe problemi circa il trasporto della salma dal luogo dell’incidente all’obitorio cittadino.
E’ pleonastico aggiungere che naturalmente, mai, forze dell’ordine, sono intervenute per verificare la legittimità di quest’obrobrio. Un cittadino qualunque, avrebbe dovuto richiedere ed esibire, giustamente, permessi ed autorizzazioni innumerevoli per occupare, senza motivo alcuno (di tanto in tanto dalle finestre dell’ospedale vengono letteralmente gettati materiali di risulta su appositi camion che nottetempo entrano nel c.d. container di cui sopra) uno spazio pubblico per un tempo incredibilmente lungo. Qualcuno ha provveduto a verificare se la ASL, ha richiesto tali autorizzazioni e se quanto realizzato sia conforme alle più elementari norme di sicurezza?
Paradossale è anche il fatto che non essendoci possibilità di parcheggio gli stessi mezzi adibiti al trasporto delle salme sostano in concomitanza con le operazioni di trasporto dei defunti sul marciapiedi opposto impedendo di fatto il passaggio pedonale ed anche l’uscita dei condomini del palazzo, tutti costretti nell’occasione a prendere parte al dolore dei familiari di turno davanti all’obitorio.
Un'altra nota lieta è rappresentata dal fatto che i defunti, una volta chiusa al pubblico l’accogliente sala, trascorrono la notte in compagnia di numerosi giovani che in forma chiassosa, accompagnando la loro presenza anche con musica e bevande varie, rendono meno drammatico il momento che il “de cuius” sta attraversando!!!
L’ultima chicca è stata quella che qualche buontempone, rendendosi conto del fatto che molta gente vagava intorno all’ospedale cercando a tutte le ore l’ubicazione dell’obitorio, non immaginando che lo stesso potesse trovarsi tra le due insenature artificiali (all’interno delle stesse, è cresciuta erba alta oltre un metro) della Via Cappuccini, ha pensato bene di apporre una bellissima targa bianca con scritta nera in rigoroso plexiglass (costo presunto euro 1,00) su cui campeggiava la macabra scritta “CAMERA MORTUARIA”. La stessa veniva apposta su una parete lurida, divenuta di colore nero per la sporcizia. Altri buontemponi, forse di qualche altro comune della sesta provincia (invidiosi del sito individuato nell’ambito della BAT) hanno provveduto nottetempo a trafugare la preziosa reliquia.
Parafrasando quanto detto dal compianto Massimo Troisi, e per rimanere in tema, possiamo tranquillamente affermare che: “NON CI RESTA CHE PIANGERE!!!”
Andrea LEONETTI
Via Cappuccini, 17



