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Set
16
Ritardi integrazione scolastica protesta delle famiglie
Volontariato | Camminare insieme
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“Armiamoci di santa pazienza e ricominciamo un altro anno di tribolazioni, angosce  e liti! Adesso ci incazziamo con il Governo e mettiamo una firma di protesta contro la Finanziaria; A scuola il Dirigente di Istituto ci comunicherà la riduzione delle ore di sostegno con la preghiera di trattenere i nostri figli a casa finché non saranno assegnati il sostegno e gli assistenti educativi del Comune; poi magari ci troveremo a discutere con gli insegnanti curricolari che sono stressati già dagli alunni “normali” e da classi sovraffollate, figuriamoci poi…. Andiamo dall’Assessore… anzi no, all’Ufficio Scolastico Provinciale; no, la competenza è del MIUR…..” Sono queste le  preoccupazioni che ascoltiamo  dai genitori delle persone  disabili in questi primi giorni di scuola! Siamo tutti allarmati per il   clima che circonda il tema delle politiche sociali sia a livello nazionale che locale e temiamo che in sordina passino provvedimenti che  ricadranno gravemente sulle spalle nostre e dei nostri figli disabili. Siamo consapevoli delle difficoltà che il Paese tutto sta attraversando, siamo altresì coscienti di quanto la scuola e il sistema della pubblica istruzione stia pagando in termini di servizi e di qualità ai continui tagli delle risorse. Vorremmo comunicare le nostre ansie di genitori che vivono quotidianamente, 24 su 24 ore, il disagio di una disabilità che compromette spesso gravemente il nostro vivere quotidiano.  Non è la disabilità in quanto tale che ci mette a disagio ma ciò che spesso ci circonda, i servizi inesistenti, i diritti proclamati e non osservati, l’indifferenza delle istituzioni! Non chiediamo pietà e compassione ma diritti e servizi, e per questo siamo disposti a ricorrere alla Magistratura affinché siano riconosciuti i diritti all’istruzione e all’integrazione dei nostri figli ottenendo in sede legale quello che la pubblica istruzione in nome di “leggi finanziarie e di mercato” intende togliere. Perdonate la nostra “rude” franchezza ma se siamo così “arrabbiati” è perché conosciamo bene quanto utile ed efficaci siano state per i nostri figli le ore di sostegno svolte con professionalità e passione, quanto importanti e determinanti siano state le ore di assistenza educativa e all’autonomia; quanto grazie agli insegnanti e agli educatori , i nostri figli hanno imparato a comunicare e a socializzare,  e sappiamo bene che togliere o ridurre queste ore significa togliere opportunità di crescita, di formazione e di integrazione. L’impressione è che gli Enti Locali, la Pubblica Amministrazione e l’organizzazione scolastica non intendano più investire sui disabili additando, per esempio, il sostegno come quella spesa che fa sprecare risorse alla scuola e così si paventano situazioni che pensavamo relegate a un lontano passato: le classi speciali;  i disabili gravi a casa tanto hanno l’accompagnamento; il “parcheggio” nei corridoi e nei giardini della scuola , ecc. ecc. I genitori di alunni disabili, prima ancora e più di tanti altri cittadini, conoscono bene il principio di collaborazione e di sussidiarietà: mamme che corrono a scuola per pulire i propri figliuoli, operatori pagati dalla famiglie e impegnati a scuola per sopperire all’assenza di personale, educatori impegnati nel pomeriggio per recuperare quello che la mattina la scuola non sempre riesce a dare e fare, acquisto di ausili tecnologici e informatici che dovrebbe garantire la scuola, ecc. ecc.  ma non toglieteci l’indispensabile e cioè il sostegno e l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione. Precisiamo che non intendiamo per questo diminuire il ruolo degli insegnanti curricolari che devono occuparsi dell’istruzione di tutti gli alunni, anche dei diversamente abili per i quali devono essere aiutati e affiancati, senza essere sostituiti, dall’insegnante di sostegno. Ci arrivano anche segnali rassicuranti sull’attribuzione di ore di sostegno in deroga  visto che le scuole sono state invitate a produrre documentazione entro il 3 ottobre p.v. (circolare U.S.P. del 7/9) e quindi solo a seguire ci saranno le nomine. Perché tutto questo ritardo?  Si è consapevoli di cosa significa in termini di integrazione la mancata frequenza dell’alunno disabile proprio nelle prime settimane di scuola! Perché aspettare ancora per l’avvio del servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, sia da parte del Comune che dalla Provincia? Perché non si procede celermente alla sottoscrizione di un Accordo di Programma d’ambito oppure ad un Protocollo di Intesa tra tutte le realtà (scuole, Comune, Asl, provincia, associazioni di famiglie, ecc.) che intervengono nell’integrazione scolastica al fine di programmarla, di condividere responsabilità e competenze, di monitorarla e quindi migliorarne la qualità? Con queste domande mostriamo tutta la nostra preoccupazione ma anche la piena disponibilità a collaborare in tutte le forme possibili perché ai nostri figli siano garantiti i basilari diritti di istruzione, cultura e integrazione sociale finalizzati a poter acquisire una graduale e funzionale autonomia personale. A tutti i destinatari della presente, chiediamo di mobilitarsi per assicurare risposte rapide ed esaustive. Attraverso le nostre associazioni restiamo a disposizione per incontri di chiarificazione e di intesa,  finalizzati a una proficua collaborazione e partecipazione attiva.