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Chiesa di Santa Maria Vetere
Chiese | Chieppa Vito
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A poca distanza dalle mura, edificata su di una cappella nella quale si venerava un' icona della Vergine Maria, gli andriesi costruirono il convento e la Chiesa di Santa Maria Vetere e la affidarono ai frati minori osservanti. Riferimenti chiari all'esistenza di questo Convento compaiono nel testamento di Francesco I Del Balzo (1420), in cui i frati minori risultano legatari perché destinatari di "Onde sei pro una vice tantum", e nella Bolla di concessione inviata dal papa Eugenio IV nel 1438, a testimonianza del fatto che sicuramente, sin dai primi anni del XV sec., il convento era funzionante. Il Convento ebbe molti beneffatori che donarono cospicui contributi, tra più preziosi spicca quello della nobildonna Anna de Salzedo, sorella del governatore di Andria, Giorgio, la quale alla sua morte, avvenuta nel 1583, lasciò al convento una ingente eredità. Nel 1866 i frati furono costretti ad abbandonare il convento, e la chiesa venne affidata allo zelo del canonico priore don Vincenzo dell'Olio, il quale funse da Cappellano e, per mantenere sempre vivo il culto, vi istituì una congregazione spirituale di giovani, sotto il titolo di San Bonaventura. Quando dell'Olio morì, fu nominato Cappellano il Molto Reverendo Provinciale, padre Raffele Miccoli da Andria e, dopo la sua morte, venne eletto il padre Custode, Bartolomeo Losito da Andria che curò lodevolmente il culto e promosse il massimo lustro per le funzioni. Il 2 Febbraio 1944, mentre era Ministro Provinciale p. Agostino Castrillo, la Chiesa di Santa Maria Vetere,  venne elevata a Parrocchia da Mons. Giuseppe di Donna (attualmente entrambi servi di Dio) e fu nominato parroco fra Emilio Racanelli, servitore saggio e fedele.

PARTICOLARI INTERESSANTI:

Organo a Canne in legno dorato, finemente intagliato e fiancheggiato da quattro colonne, è del 1756 restaurato nel 1990.

Ciborio di forma ottagonale composto da colonnine joniche poggianti sopra un basamento sorretto da otto leoni accosciati che rilevano nei caratteri stilistici, reminiscenze normanne.

Statue lignee di San Antonio, San Francesco, Beata Vergine Immacolata,  realizzate nel 1700, ad opera da Vito e Nicola Antonio Brudaglio, noti scultori andriesi.

Le tele di San Francesco da Paola, San Anna, Immacolata, Madonna delle Grazie, San Francesco ed il Crocifisso, Stimmate di San Francesco impresse dal bambino Gesù, Madonna del Pozzo, Sant'Anna Metterza (Santa  Maria Vetere), San Bonaventura, San Pietro d'Alcàntara.

Altare maggiore del XVII secolo in marmo policromo

La Cupola è affrescata con le immagini di Dio Padre, di Gesù Cristo e della Vergine Maria, i principali episodi della vita di San. Francesco: il perdono di Assisi, il carro di Fuco, l'Angelo mentre consegna  la Dalmatica e Cristo in atto di consegna della regola.  Nei quattro lati sono affrescati i principali dottori della chiesa: Duns Scoto, S.Bonaventura, Ruggero Bacone, e Alessandro di Hales.

Campanile, di base quadrata, risale al XVI sec., come attesta un'epigrafe collocata alla base dalla sua sommità riportante il simbolo francescano delle due braccia incrociate intorno alla croce, con la data del 1570.

Appartenevano alla Chiesa 12 pregevolissimi quadri della scuola Veneziana ad opera di Antonio Vivarini, dipinti su legno, con fondo in oro, uno solo era su tela. Con decreto del 15 Aprile del 1891 furono devoluti alla Pinacoteca Provinciale di Bari, altre(le tele di Santa Chiara, San Bernardino, San Agostino, Sacra Famiglia) sono custodite presso il museo diocesano di Andria.

Per una maggiore descrizione storica di ciò che custodisce la chiesa e delle sue vicende si rimanda al sito www.parrocchiasantamariavetere.it
Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Ottobre 2009 16:38